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Arte e intelligenza artificiale. Le macchine sostituiranno l'artista?

2021-01-20 09:00

Federica Pagliarini

Curiosità,

Arte e intelligenza artificiale. Le macchine sostituiranno l'artista?

Non è di molti anni fa, precisamente del 2018, la notizia della vendita all'asta di Sotheby's di un'opera creata da un'intelligenza artificiale. Ebben

Non è di molti anni fa, precisamente del 2018, la notizia della vendita all'asta di Christie's di un'opera creata da un'intelligenza artificiale. Ebbene sì, anche nell'arte stanno subentrando le macchine. Sostituiranno l'artista? Sarà la fine dell'arte cosiddetta "tradizionale"? Queste sono domande che ci si è posti dopo la vendita all'asta del "Ritratto di Edmond de Belamy" fatto da un'intelligenza artificiale creata dal collettivo francese "Obvious". L'opera è stata venduta per la cifra di 432mila dollari, non poco per non essere stata fatta da mano umana. Il ritratto ha le fattezze di un uomo ottocentesco ed è addirittura firmato. Ma non si tratta di una firma convenzionale, bensì di un algoritmo. 

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Ma come funziona un'intelligenza artificiale ? Con il termine di intelligenza artificiale si intendono tutte quelle operazioni che simulano le azioni umane: riconoscere oggetti, imparare cose nuove, immagazzinare dati. Queste macchine quindi sono in grado di modificare i loro algoritmi per apprendere nuove capacità. Ed ecco però che, nel mondo dell'arte, entrano in scena le GAN (Generative Adversarial Network), ossia degli speciali algoritmi che usano due reti neurali che, scontrandosi tra loro, creano e apprendono cose nuove. Pensate che le GAN sono state inventate da un certo Ian Goodfellow, nel 2014, dopo essere stato in un bar a bere la birra con un gruppo di amici. Voleva costruire un computer che creasse foto da solo. Già si erano fatti degli esperimenti di questo tipo, ma con una sola rete neurale. I risultati però generavano errori. A volte le macchine dimenticavano un orecchio o distorcevano le immagini sfocandole. Così Goodfellow pensò di creare due reti neurali che, cozzando tra loro, potessero far creare alle macchine nuove immagini. 

Quindi, come funziona una GAN? All'interno della macchina vengono inserite una quantità variabile di immagini che si vuole far immagazzinare alla macchina. Con esse l'intelligenza artificiale ne elabora di nuove. Il compito  di questa rete generativa non è quindi quella di copiare le immagini proposte, ma di fare un'imitazione. L'immagine nuova non è così un duplicato, ma un'opera totalmente nuova, basata sui dati delle immagini date in precedenza. Si parla così di "discriminator" e "generator", due fasi delle GAN.  Il "discriminator"si istruisce a partire da dati e immagini di partenza. Il "generator" deve invece produrre nuovi dati a partire dai precedenti, ma senza fare copie. Inoltre nella fase del "discriminator" si valuta anche se i dati inseriti siano falsi o autentici.  Un'immagine è valutata falsa quando si allontana in modo considerevole dai dati di base e anche quando, al contrario, è troppo perfetta. 

Oltre al ritratto di Edmond de Belamy, vorrei proporre un altro esempio di arte generata da un'intelligenza artificiale: "Memories od Passerby I" (2018) di Mario Klingemann. L'opera sembra un'installazione. L'intelligenza artificiale è racchiusa in una cassa di legno di castagno su misura, collegata a due schermi. All'interno non ha database; è un cervello artificiale istruito da Klingemann che crea dei ritratti mai visti prima. Questi ultimi vengono elaborati e proiettati sullo schermo. Le varie immagini che si susseguono sono costruite dallo stesso output dell'intelligenza artificiale. In questo modo le immagini non si ripetono mai. All'interno della macchina Klingemann ha inserito una serie di ritratti che racchiudono un periodo compreso tra il Seicento e il Settecento. Quello che ne viene fuori sono delle immagini inquietanti, quasi delle presenze oniriche, fantasmagoriche. Sembra che l'intelligenza artificiale pensi. Per questo le immagini somigliano a presenze oniriche.

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È possibile quindi che le intelligenze artificiali (in questo caso le GAN) possano prendere il sopravvento e sostituire l'artista? Ovviamante è impossibile dare una risposta certa. La cosa sicura è che saranno un valido aiuto per gli artisti. Se ci pensate le macchine sono dei "medium" usate per creare nuove immagini. Queste sono generate però a partire da immagini di partenza inserite nella macchina. Senza di esse l'intelligenza artificiale non sarebbe in grado di creare un'altra immagine (almeno fino ad ora). È un po' come succede ad un artista. Anche un pittore, scultore, miniatore ecc... parte da un bagaglio di conoscenze pregresse: lo studio dell'arte del passato, delle tecniche e degli stili artistici che lo hanno preceduto. In base a questi dati crea la sua arte. Insomma anche un artista non parte da zero, ma ha nella sua mente già un bagaglio abbastanza ampio da cui partire.

La domanda adesso sarebbe un'altra: nel caso dell'intelligenza artificiale chi è l'artista? Vi rispondo con una frase detta da Mario Klingemann: "Quando ascoltate qualcuno suonare il pianoforte vi chiedereste mai se l'artista è il pianoforte? No. E qui è la stessa cosa. Solo perché il meccanismo è più complicato, non vuol dire che i ruoli cambino".

 

Anche "Memories of Passerby's" di Mario Klingemann, è stata venduta all'asta, quesya volta da Sotheby's, per la cifra di 40.000 sterline.

 

Di Federica Pagliarini

 


Per approfondimenti consiglio il seguente libro:

-"Arte e intelligenza artificiale" a cura di Alice Barale, 2020, Jaca Book

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