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La "Quadriennale" a Palazzo delle Esposizioni di Roma. FUORI

2021-02-10 12:00

Federica Pagliarini

Mostre,

La "Quadriennale" a Palazzo delle Esposizioni di Roma. FUORI

Dopo tre mesi di chiusura, i musei hanno finalmente potuto riaprire i i battenti in zona gialla. Con l'occasione sono riuscita finalmente ad andare al

Dopo tre mesi di chiusura, i musei hanno finalmente potuto riaprire i i battenti in zona gialla. Con l'occasione sono riuscita finalmente ad andare alla Quadrinnale a Palazzo Esposizioni di Roma, intitolata "Fuori". 

La mostra è stata davvero interessante perché ha messo in luce artisti nuovi che non avevo mai visto prima (sono però presenti anche artisti già riconosciuti e famosi). Questo mi ha portato a riflettere su molte tematiche e sul ruolo che ha l'arte contemporanea oggigiorno. 

Ma partiamo dal titolo: "Fuori". Cosa vuol dire? Il suo significato è forte: fuori dagli schemi, fuori dalle categorizzazioni , fuori da qualsiasi elemento standardizzato che sembra non poter cambiare a causa di una società che cerca di imporre i propri target.

L'esposizione vuole porre i riflettori sull'arte contemporanea italiana, proponendo un viaggio che spazia dall'arte, al design, all'architettura, alla moda. 

Gli artisti presenti sono in tutto quarantatrè. Essendo davvero tanti non mi è possibile parlare di ognuno di loro. Ho deciso quindi di stilare una classifica sui cinque artisti che mi hanno maggiormente colpito.

Siete pronti? Inziamo!

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1) Cinzia Ruggeri. È la prima artista che incontriamo nel nostro percorso, nella prima sala centrale. Appena entriamo troneggia una grandissima mano nera, poco più giù vediamo l'Italia poggiata su una piccola scala e a destra uno specchio su cui sono attaccate delle mani che sembrano voler "prendere" chi passa lì vicino. Se guardiamo attentamente però capiamo che la grande mano è in realtà un guanto e l'Italia (con le due Isole) sono delle borsette di finta pelle. L'artista ha sempre svolto una ricerca su arte, moda e design. I suoi lavori sono molto femminili ed esplorano la dimensione personale della donna. Il vestito per Cinzia Ruggeri è un un qualcosa abitato dal corpo. In particolare gli "Stivali Italia" (1986) sono un attacco ironico al made in Italy e il "Guanto borsa schiaffo" (1986) rappresenta, appunto, una grande borsa con un'impugnatura che potrebbe quasi "animarsi" da un momento all'altro e schiaffeggiarci.

 

2) Nanda Vigo. Alla fine del piano terra sono esposte le installazioni di Nanda Vigo. L'artista esplora il rapporto tra luce e spazio creando delle opere che ricordano la minimal art. Oltre alla creazione di forme geometriche e all'uso degli specchi, Vigo fa uso anche del neon, un'altro elemento largamente usato  dai minimalisti. Gli specchi e il neon frammentano la realtà, mettendo il visitatore in una posizione percettiva del tutto nuova. È stata l'artista che ho preferito in assoluto.

 

3) Petrit Halilaj e Alvaro Urbano. Salendo la scalinata che porta al secondo piano noterete subito dei giganteschi e bellissimi fiori. I due artisti studiano il rapporto natura-architettura e hanno deciso così di creare un'installazione di fiori al'interno di Palazzo Esposizioni. In particoare i fiori sono legati al loro matrimonio (che doveva svolgersi nel 2020 ma rimandato a causa della pandemia). Rappresentano il loro bouquet ideale,  quindi diventano simbolo di amore, vita, uguaglianza, speranza... soprattutto speranza per un riconoscimento dei matrimoni gay in Kosovo (Halilaj è nato in Kosovo). Vivono girando tra il Kosovo, l'Italia e Berlino.

 

4) Monica Bonvicini. L'artista nel suo lavoro unisce l'arte, l'architettura , la fotografia e il video, in una scoperta multidiscipliare. I temi maggiormente trattati sono la violenza, il sesso e il patriarcato. Nell'installazione qui presentata vediamo delle gabbie cilindriche illuminate di differenti grandezze. Sul muro è stato esposto il terzo atto della "Turandot. Questi cilindri al neon rappresentano delle gabbie dove l'io femminile è intrappolato dal desiderio maschile. Al suo interno si era svolta una performance tratta dall'opera di Puccini. Ne rimane traccia grazie all'audio riprodotto nella sala. 

 

5) Salvo. L'artista è l'unico presente in mostra con dei quadri (contro tutti quelli che dicono che oggi, nell'arte contemporanea, non esistono più pittori). Lo troviamo salendo al primo piano, girando intorno al perimetro centrale. I suoi quadri sono di matrice concettuale, ma sembrano ricordare la pittura metafisica. I colori sono forti e squillanti e le atmosfere senza tempo. La loro lettura però deve essere intesa in chiae psichedelica, dato che Salvo era un appassionato dei libri di Aldous Huxley. 

 

Per conoscere gli altri artisti non vi resta che andare. L'ingresso  è gratuito grazie alla parternship con Gucci. Le entrate sono contingentate e su prenotazione. Per ogni informazione visitate il sito di Palazzo Esposizioni: www.palazzoesposizioni.it

 

 

 

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